
| Artigianato |
| Arti e mestieri di Firenze
e dintorni della Toscana; qui i Maestri artigiani mostrano
i loro lavori |
 |
|
|
 |
| Artisti
e creativi |
| Lo stile italiano, famoso
nel mondo, fatto di idee originali ed eleganti |
 |
|
|
 |
|
|
 |
|
 |
 |
 |
All'interno numerose tele settecentesche di Agostino Veracini,
Niccolò Lapi, Antonio Puglieschi, Ignazio Hugford e scuola,
Niccolò Mannelli. Sotto la cantoria un elegante cornicione e
un'acquasantiera, entrambi del 1487; l'organo della ditta Tronci
di Pistoia risale al 1819, l'elettrificazione al 1956. Dietro
l'altar maggiore un bellissimo coro ligneo del 1445 di Francesco
di Poggibonsi. Nella cappella del Battistero una Conversione
di San Paolo di Cesare Dandini, nella Cappella di San Giovanni
Gualberto volta e stucchi dorati barocchi, affresco e tela del
Settecento, reliquiari tra cui uno pregevolissimo del Cinquecento.
Settecentesca anche la cappella dei Dieci Beati, che conserva
un pregevole pavimento con intarsi marmorei e decorazioni. In
sacrestia un San Giovanni Gualberto del 1508 di Raffaellino
del Garbo, una paia d'altare di Sabatelli e una terracotta di
Luca della Robbia. Nel monastero da vedere di epoca quattrocentesca:
la torre, il chiostro detto "del Mascherone " e il chiostro
"della Meridiana", la biblioteca (riservata agli studiosi) e
le monumentali cucine (nel refettorio una terracotta di Santi
Buglione, in cucina un camino esagonale del 1786) realizzate
con i lavori promossi dall'abate Altoviti. I monaci producono
liquori d'erbe come la Gemma d'abete, l'Elixir a base di piante
aromatiche e Preparati d'erbe (tel. Informazioni 055/862029,
da luglio a settembre Foresteria 055/862074).
(Pro Loco Saltino-Vallombrosa
055/862024; Corpo Forestale dello Stato Vallombrosa 055/8667071
862131- 862020; Azienda Promozione Turistica Saltino,
P.le Roma, 7 - tel. 055/862003, apertura luglio-agosto 9.30/13,
16.30 -19, chiuso la domenica). |
 |
|
 |
 |
 |
Sorto nel 1037 come piccolo
romitorio sul versante nord-occidentale del Pratomagno, il monastero
fondato dal monaco San Giovanni Gualberto, della famiglia fiorentina
Visdomini, fu consacrato nel 1051 e divenne ben presto assai importante
per le donazioni e numerosi lasciti, che soprattutto nel Seicento
arricchirono l'Abbazia di numerose opere d'arte. Soppresso con le
leggi napoleoniche del 1808 e con quelle italiane del 1866, è stato
sempre ricostituito e attualmente è sede della Congregazione dei monaci
benedettini vallombrosani. Preceduta da un viale alberato, l'Abbazia
si presenta cinta da un alto muraglione concluso da un cancello in
ferro battuto del 1773, da cui si accede al giardino, dominato dall'elegante
e austera facciata progettata nel 1640 da Gherardo Silvani, che presenta
due corpi laterali sopraelevati con finestroni a crociera, mentre
sul fronte si aprono tre ordini di finestre. L'edificio attuale ha
subito numerose ristrutturazioni dal XV al XVIII secolo (dopo che
era stato riedificato come in origine, in seguito ai danni inflitti
dalle truppe di Carlo V nel 1529), che hanno lasciato segni profondi
sulla struttura di impianto romanico a croce latina. Attraversando
un atrio scoperto si accede alla chiesa che è stata eretta nel 1230,
ha subito un rifacimento seicentesco (tra cui il cancello del 1667,
la loggia antistante del 1645 e la statua di S.Giovanni Gualberto
del 1632 di Bastiano Salvini) e i rimaneggiamenti in stile barocco
(soprattutto nel refettorio che conserva 14 tele di Ignazio Hugford).
Conserva il campanile duecentesco e l'impianto medievale con unica
navata, abside semicircolare sormontata da una cupola (affrescata
da Antonio Fabbrini e Antonio Donati) e transetto (all'altare una
Trinità di Lorenzo Lippi e un San Sebastiano di C.Dandini). |
|