
| Artigianato |
| Arti e mestieri di Firenze
e dintorni della Toscana; qui i Maestri artigiani mostrano
i loro lavori |
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| Artisti
e creativi |
| Lo stile italiano, famoso
nel mondo, fatto di idee originali ed eleganti |
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(1023 m, posto tappa GEA-tel.
055/8306507), frazione di Pelago,
centro di villeggiatura. Possibile un'ulteriore deviazione al
Monte Secchieta (1449 m, stazione sciistica invernale), dove
al Masso del Diavolo (cui è legata una leggenda ricordata da
una cappellina) si ammira un panorama** straordinario
sul Valdarno, gli Appennini, il Casentino. Da Vallombrosa la
strada prosegue nell'Abetina per 1,5 km fino a Saltino
(vedi Vallombrosa). Si lascia il Saltino, a 7 km Pietrapiana
(470 m) dove si trova poco distante la chiesa di Sant'Agata
in Arfoli (tel. 055/868043). Edificio romanico del XII secolo,
già patronato degli Ardimanni, la chiesa è stata più volte restaurata,
come nel 1930 con lavori al portico settecentesco della facciata,
fino al recupero dell'impianto romanico avvenuto negli anni
Sessanta con la progettazione dell'arch. Guido Morozzi. Struttura
ad unica navata che conserva il coro rinascimentale, una lastra
tombale del 1126, frammenti di sculture pre-romaniche e numerosi
affreschi e tele del Quattrocento, tra cui una Madonna con Bambino
di Raffaellino del Garbo. Sulla destra, da una porta con l'iscrizione
1228, si accede all'interessante chiostro con colonne rinascimentali.
Bella la torre campanaria con monofore e bifore.
Proseguendo si arriva Reggello.
Da qui la deviazione per la sp 17 in direzione Firenze, si attraversa
la frazione di Cancelli (a 2 km, 330 m); nella chiesa di Santa
Margherita, di impianto romanico di cui si conservano tracce
di muratura, recentemente restaurata, si trovano raffinate decorazioni
settecentesche, una Madonna con Bambino, un affresco di Paolo
Schiavo e una Crocifissione di epoca cinquecentesca.
Si prosegue fino a Leccio (10 km). Lungo la strada veduta dei
caratteristici calanchi, formati dalla presenza del grande lago
esistente nella valle nel periodo pliocenico. Consigliabile
una sosta al romantico Castello di Sammezzano**, antico
insediamento (forse etrusco), ospitò secondo la tradizione anche
Carlo Magno, più volte ricostruito, fu possesso dei Gualtierotti,
Altoviti, Medici e degli Ximenes d'Aragona che ne realizzarono
l'attuale configurazione nel 1853, con forme arabo moresche
ispirate esternamente ai mausolei indiani e all'interno all'Alhambra
di Granada. Conserva un pregevole parco con cedri del Libano
e sequoie (informazioni tel, 055/8657936-8657847-8657911). Ritornando
sulla strada statale in direzione Incisa, si raggiunge Pian
dell'Isola nei cui dintorni troviamo la fortezza in alberese
di Torre all'Isola, grandiosa costruzione medievale con
merlature e beccatelli eretta a guardia di un guado sull'Arno,
a difesa del territorio di Rignano,
utilizzata come fortilizio e abitazione. Nei pressi si trova
il Ponte di Rignano, costruzione di origine trecentesca
che favorì l'espansione dell'abitato di Rignano
posto sulla via della transumanza che da San Donato portava
in Maremma. Si prosegue e a 2,5 km troviamo la Torre del
Castellano (tel. 055/863108-583878), edificata dai Conti
Guidi nel XIV secolo sui resti di una torre longobarda, possesso
dei Pazzi e dei Castellani. Quadrilatero con rinforzo a scarpa
ornato da una torre angolare, ristrutturato nel 1952 dall'arch.
Morozzi, conserva alla sommità resti di beccatelli e Torre del
Castellano merlature. |
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Scarica qui la mappa di questo itinerario. [mappa4.zip]
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Partenza da Rignano,
si attraversa il ponte per la frazione di San Clemente per immettersi
sulla SS 69, poco dopo deviazione per Sociana per la chiesa
di San Clemente (per informazioni tel. 055/866534), abbellita
da un portico con colonne in pietra serena. Pregevole l'interno con
numerose opere d'arte, una Madonna con Bambino, rilievo marmoreo**
di Antonio Rossellino collocato nel lato sinistro, una Madonna della
bottega di Santi di Tito, San Michele tra i Santi del Naldini. Dietro
l'altar maggiore un porta candelabri ornato da due angeli di Mino
da Fiesole. Sempre rimanendo sulla SS 69 dopo 2 km troviamo S.
Ellero (frazione di Reggello,
stazione FFSS), un tempo sede di antico monastero, retto dalle benedettine
già nel X secolo, poi passato ai Vallombrosani, ora ridotto a villa
privata, di cui rimangono resti medievali e la torre romanica del
castello di Alfiano (del XII secolo). Da S. Ellero, a cavallo tra
l'ottocento e il Novecento, partiva un trenino per il Saltino,
ne rimane la singolare costruzione in stile svizzero utilizzata per
la normale linea Ferroviaria. Deviazione dalla strada statale prima
per la sp 88 in direzione Donnini (336 m) e poi per la sp 86 (Reggello-Donnini-Tosi);
a 5 Km pregevole la Villa Pitiana di fine '800, già possesso dei Grottanelli
(tel. 055/860259); è consigliabile una visita alla chiesa romanica
di San Pietro a Pitiana. La Pieve eretta nel XII secolo ma
fortemente rimaneggiata nell'800 con la riduzione ad unica navata,
conserva nella muratura i resti dell'impianto a tre navate con pilastri
e una bella torre campanaria con monofore e bifore in successione;
sobria facciata preceduta da un loggiato del XVI secolo e impreziosita
da un rosone centrale e dagli stemmi dei Cavalcanti e dell'Arcispedale
di S.Maria Nuova di Firenze, proprietari dell'edificio. All'interno
un'Annunciazione di Francesco Curradi e due tavole della Bottega di
Ridolfo Ghirlandaio. Nei dintorni San Donato in Fronzano (426 m) la
chiesa, (tel. 055/865027) fortemente rimaneggiata nel Sei-Settecento,
conserva i resti di murature romaniche e la canonica con un pregevole
chiostro; all'interno resti di un affresco di Paolo Schiavo. Proseguendo
per la sp 86 si arriva a Tosi (500 m, frazione di Reggello),
(informazioni tel. Pro Loco 055/864505), centro per la produzione
artigianale dei mobili. Da Tosi è possibile un percorso di circa 25
km, per la sp 83, una traversata di Pelago, in direzione Firenze,
che tocca Paterno, Pelago e Pontassieve
(41 km) con deviazione al Monastero di Rosano.
Continuando verso il Pratomagno il paesaggio cambia, la strada comincia
a inerpicarsi, si vedono i primi segni della foresta con il silenzio
e l'austerità vallombrosana. Dopo 5,5 km un lungo viale fiancheggiato
da maestosi aceri annuncia l'ingresso dell'Abbazia
di Vallombrosa**
("...Vallombrosa così fu nominata una badia ricca e bella ne men che
religiosa e cortese a chiunque vi venia" Ariosto, Orlando Furioso
XXII-36, tel. informazioni 055/862029, da luglio a settembre Foresteria
055/862074) con l'Abetina demaniale e l'Arboreto Sperimentale. Sono
possibili escursioni a piedi, a cavallo e in mountain-bike.
A luglio e agosto visite guidate dell'Abbazia
e all'Arboreto (Pro Loco Saltino-Vallombrosa
055/862024; Corpo Forestale dello Stato Vallombrosa 055/8667071-862131-862020;
Azienda Promozione Turistica Saltino,
P.le Roma, 7 - tel. 055/862003, apertura luglio-agosto 9.30/13, 16.30/19,
chiuso la domenica). E' possibile una deviazione per la Consuma |
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