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TuscanyDream/Itinerari toscani/Pontassieve e Valle del Sieci

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dell'edificazione di un Santuario mariano che fu compiuto nel corso del XVI sec. Nel Seicento fu aggiunto il portico, poi altri locali fino agli ultimi interventi nel 1838. Il luogo è panoramico e suggestivo, oltre a permettere numerose escursioni di grande interesse naturalistico.
Tornati al quadrivio di Lubaco si prende per S. Brigida, raggiungibile in 3 km. Prima di entrare in paese, si consiglia di scendere per 3 km a destra verso il Castello del Trebbio. Nell'antico feudo del Monte di Croce, appartenuto ai Conti Guidi e poi passato al Vescovo di Firenze, la famiglia dei Pazzi costruì questo fortilizio forse ampliando un precedente avamposto. Santuario della Moadonna delle Grazie al Sasso
Nel corso dei sec. XIII e XIV i Pazzi acquisirono la proprietà di tutti i terreni circostanti e fecero del Trebbio il loro caposaldo nel Contado. Nel Quattrocento l'interno del Castello fu impreziosito da un loggiato rinascimentale e da un affresco di Andrea del Castagno (ora a Palazzo Pitti). La leggenda vuole che qui, nel 1478, venisse ordita la congiura contro i Medici che portò all'uccisione di Giuliano, fratello di Lorenzo. Fallita la sommossa il castello venne temporaneamente confiscato. Anch'esso è al centro di una vasta tenuta che produce vini di alta qualità. Torniamo a S. Brigida per visitare questo ridente paese che si allunga sulle pendici della collina, al limite tra gli oliveti ed i castagneti.
La parrocchiale, che conserva parte delle originarie forme romaniche, e' fondata su uno strato di arenaria alla cui base si apre una profonda spaccatura dove, tradizionalmente, avrebbe vissuto in eremitaggio Brigida di Scotia (l'antica Irlanda). La grotta della Santa e' ora illuminata e raggiungibile per una scalinata ornata dalle arcaiche sculture di Pietro Montini, umile sacrestano vissuto un secolo fa. Traversato il paese si giunge al borgo di Doccia col pregevole Oratorio di S. Francesco, costruito nella prima metà del Settecento dai Leopardi, di cui ospita le tombe di famiglia. L'itinerario prosegue per una strada panoramica verso la Villa di Buonriguardo, per toccare poi il minuscolo abitato di Fornello, di fronte alla collina che ospita i resti del leggendario Castello del Monte di Croce. Mantenendosi sulla strada di versante si giunge a Doccia, sede dell'omonima pieve, e da qui, traversato il paese, si continua a mezza costa per Monterifrassine, punto di valico tra la Valle della Sieve e quella dell'Arno: da qui ampio panorama verso il crinale appenninico. Conviene effettuare una breve salita a Montefiesole, con la pieve di S.Lorenzo a tre navate d'impianto romanico. Alle spalle la collinetta coperta da una pineta nasconde i resti dell'omonimo castello. Tornati a Monterifrassine si può finalmente scendere in direzione Pontassieve, toccando via via le località di Grignano, con l'imponente Villa Gondi, e la Pievecchia, dominata da un'altra torre d'origine medievale.
Scarica qui la mappa di questo itinerario. [mappa1.zip]
Itinerario Pontassieve e Valle del Sieci
Luogo di partenza Pontassieve.
Si percorre la SS 67 che scende sulla destra dell'Arno verso Firenze, fino a raggiungere in 5 km la frazione di Sieci, con visita alla Pieve di S.Giovanni Battista a Rémole, costruita in forme romaniche nel XII sec. su quello che era stato il tracciato della prima via Cassia. Tra XIV e XV sec. le tre absidi semicircolari furono sostituite da scarselle quadrangolari internamente affrescati. Sotto il presbiterio rialzato permane una piccola cripta adibita a reliquario. Trasformata da un pesante intervento del XVIII sec., la chiesa è stata riportata alla severa veste romanica da un restauro degli anni '50. All'interno alcuni dipinti di varie epoche, tra i quali segnaliamo una Madonna col Bambino del tardo Duecento. Di fronte alla pieve si nota l'alta torre dei Donati (sec.XIII) che domina il fiume, accessibile per un suggestivo stretto vicolo. Lasciato il paese si prende la prima deviazione a destra per Molino del Piano, che si raggiunge per una stretta valle.
Il paese si distende tranquillo al fondo di un'amena conca verdeggiante. Si consiglia una breve visita al Castello di Torre a Decima, raggiungibile a piedi per una strada che sale oltre la parrocchia Di S. Martino (insolito edificio settecentesco a pianta ottagonale) oppure per strada asfaltata (1km fuori paese, in direzione Doccia). Ai piedi del Monte di Croce, antico feudo dei Conti Guidi, l'imponente Torre a Decima, un tempo avamposto feudale, divenne possesso dei Saltarelli, famiglia di notai locali emigrati in città. Nel XV sec. l'interno venne abbellito da porticati e loggiati di gusto rinascimentale, forse ad opera della nuova proprietà, i Pazzi, di cui rimangono le insegne caratterizzate dai due delfini che si affrontano. Nel XVI sec. ospitò S. Maria Maddalena de' Pazzi, a cui è dedicata la vicina cappella, d'impianto medievale. La fattoria produce ottimi vini ed un rinnimato chardonnay.Pieve delle Sieci
Lasciato Molino del Piano si continua a risalire la Valle del Sieci, tenendo la sinistra, fino a giungere alla Pieve di S. Martino a Lubaco, ricostruita in stile romanico nel Duecento, nascondendo le fondamenta dell'antica pieve medievale. La veste attuale, ad aula unica, deriva da rimaneggiamenti successivi che hanno eliminato le quattro colonne che dividevano le tre navate originali (i basamenti sono ancora visibili). Dal quadrivio in corrispondenza della Pieve si può salire per altri 100 m e prendere a destra la strada stretta che conduce all'Oratorio-Santuario della Madonna delle Grazie al Sasso. L'area del Sasso, con rocce che si ergono tra i boschi a dominare la vallata, fu probabilmente sede di riti agrari fin dall'età romana. Nell'Alto Medioevo fu rifugio di eremiti che, intorno al Mille, vi costruirono un piccolo oratorio nei cui pressi, a partire dal 2 Luglio 1484, la Madonna apparve numerose volte alla pastorella Ricovera. L'evento fu all'origine

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