
| Artigianato |
| Arti e mestieri di Firenze
e dintorni della Toscana; qui i Maestri artigiani mostrano
i loro lavori |
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| Artisti
e creativi |
| Lo stile italiano, famoso
nel mondo, fatto di idee originali ed eleganti |
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| tonalità
di colore dal bianco crema al bruno castano e nerastro
con tutte le tonalità intermedie, la carne ha consistenza
più soffice rispetto ad altri porcini, con colore
dal bianco al bruno-vinoso, l'odore è delicato
e il sapore molto gradevole. |
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In
bibliografia è ampiamente riscontrabile l'uso del
termine "Razze Bianche dell'Italia Centrale"
o "dell'Appennino" con riferimento a soggetti
di razza Chianina, Marchigiana e Romagnola che presentano
delle profonde affinità e similitudini.
La carne di Vitellone Bianco dell'Appennino Centrale è
ottenuta da bovini maschi e femmine delle razze sopra
indicate di età compresa tra i 12 e i 24 mesi.
Le condizioni ambientali ingluenzano lo sviluppo di peculiarità
non solo sotto il profilo organolettico, ma anche in termini
di massa muscolare e di parti fibrose e grasse. L'area
geografica di produzione della carne di Vitellone Bianco
dell'Appennino Centrale è rappresentata dal territorio
delle province collocate lungo la dorsale appenninica
del Centro Italia nelle seguenti regioni: Emilia Romagna,
Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Abruzzo, Molise e Campania.
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I
secolari castagneti da frutto della zona hanno continuato, fino alla
fine degli anni '50, a costituire un'importante ed insostituibile
fonte alimentare e di reddito per le popolazioni locali, tanto da
far meritare al castagno l'appellativo di "albero del pane".
I castagneti da grutto destinati alla produzione del Marrone del Mugello
devono trovarsi in condizioni ambientali e devono essere condotti
con tecniche colturali tali da conferire al prodotto le specifiche
caratteristiche di qualità. Negli impianti in produzione è
inoltre vietata ogni somministrazione di fertilizzanti e fitofarmaci
di sintesi. Il Marrone del Mugello fresco in guscio è caratterizzato
da una pezzatura medio-grossa, una forma prevalentemente ellissoidale
e un apice poco pronunciato. Il seme, di norma uno per frutto, si
presenta di polpa bianca e di gradevole sapore dolce con superficie
quasi priva di solcature. |
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Il
Fungo di Borgotaro è un porcino rinomato, i cui primi riferimenti
storici sono contenuti in opere del 1600-1700. La zona di produzione
del Fungo di Borgotaro comprende il territorio dei comuni di Borgotaro
ed Albareto in provincia di Parma ed il comune di Pontremoli in provincia
di Massa Carrara. Il Fungo di Borgotaro comprende 4 varietà
di boletus derivate da crescita spontanea nel territorio sopra indicato.
All'aspetto il cappello del Fungo di Borgotaro si presenta dapprima
emisferico poi convesso con varie |
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