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Toscana - Museo della Specola a Firenze

Sono circa 600 riproduzioni di corpi o particolari anatomici, tutte realizzate nel laboratorio di ceroplastica della Specola, che il Fontana aveva impiantato nei locali di via Romana già nel 1771. E' certo che il granduca non fosse inizialmente del tutto d'accordo con la dissezione dei cadaveri, necessaria per la realizzazione dei modelli in cera. Ben presto, però, l'eccellenza dei risultati raggiunti appassionò a tal punto Pietro Leopoldo da farlo personalmente partecipare alla preparazione delle vernici per l'officina. La sezione anatomica della Specola è a tutt'oggi una meravigliosa realtà, restituita da poco a nuova vita grazie anche alla generosità della Cassa di Risparmio di Firenze, che ha permesso il restauro delle sale che accolgono la collezione. Percorrendo le quali, non si avverte quel fastidioso turbamento che l'immagine di cera suscita talvolta nell'osservatore, quell'insopportabile disagio che farà affermare a D'Annunzio: "Mi atterrisce l'espressione immobile delle figure di cera nei musei orrendi" e che ricalca l'orrore collettivo per i musei delle cere diffusosi durante il secolo scorso. Anche se nel Settecento il paragone con le statue in cera equivaleva, nel linguaggio popolare, a un grande apprezzamento di bellezza, solitamente - e c'è una vasta letteratura in merito - le figure di cera provocano un senso di sgomento per quel carattere di ambiguità e d'inganno che hanno in sé, per la loro somiglianza ai cadaveri.
Non così le cere della Specola, felice connubio di arte scienza, che entrano a pieno diritto nel dominio dell'arte, non fosse altro che per il realismo della rappresentazione, unito a un gusto estetico che non ha pari. Qui, si ha piuttosto l'impressione di trovarsi di fronte a veri corpi umani e, nei casi delle statue più riuscite, di fronte ad autentici capolavori.

Musei di Toscana -  Museo della Specola di Firenze
Si trova, da oltre due secoli, al numero 17 di via Romana a Firenze, un tempo via della Buca, non a caso a due passi dalla reggia di Pitti. E' qui che lo volle, nel 1775, l'illuminato Pietro Leopoldo di Lorena, granduca di Toscana, quando acquistò dai Torrigiani gli spaziosi ambienti delle case che erano già appartenute alla famiglia Bini. Ché non di un edificio qualunque aveva bisogno il Lorena per dare vita a quello che egli stesso pomposamente denominò "Imperial Regio Museo di Fisica e Storia Naturale", come ancora recita l'iscrizione posta sull'arcata del portone dello stabile, e che prese poi l'attuale nome di "Specola" già nel 1789, dopo la costruzione dell'osservatorio astronomico, in seguito trasferito ad Arcetri. Proprio palazzo Torrigianì e non altri, posto com'era a confine coi giardino di Boboli - che ben si prestava ad esperimenti botanici di ogni genere - dovette sembrare al sovrano il luogo ideale per ospitare quello che diventerà il progenitore di tutti gli attuali musei scientifici fiorentini. Ne affidò la direzione a Felice Fontana, uno dei maggiori scienziati dei secolo, e lo mandò in visita presso le più importanti università europee allo scopo di raccogliere altro materiale che servisse ad arricchire ulteriormente le già cospicue raccolte scientifiche fiorentine.Museo La Specola di Firenze - Sezione anatomica
Tra i tesori della Specola, vero gioiello di inestimabile valore, è la sezione anatomica, che si avvale di una collezione di cere policrome unica al mondo per quantità, attendibilità scientifica e bellezza dei pezzi.
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