
| Artigianato |
| Arti e mestieri di Firenze
e dintorni della Toscana; qui i Maestri artigiani mostrano
i loro lavori |
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| Artisti
e creativi |
| Lo stile italiano, famoso
nel mondo, fatto di idee originali ed eleganti |
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didattico
della collezione, vero e proprio trattato tridimensionale
di anatomia. Ma tra tutti i pezzi sono le figure a grandezza
naturale a monopolizzare l'attenzione del visitatore,
cariche come sono di una suggestiva e irresistibile
potenza. Davvero incredibile, nella XXVIII sala, la
statua maschile raffigurante il sistema linfatico superficiale:
una figura quasi in movimento, nella sua posa plastica
di grande effetto, appoggiata com'è su un braccio e
con lo sguardo rivolto al cielo. E che dire poi della
cosiddetta "bambola scomponibile", la statua femminile
posta in una reca al centro della sala di ostetricia?
Vero capolavoro di iperrealismo e di sensualità:
languidamente giacente con le membra divaricate, ha
lunghissimi capelli corvini e, unico ornamento sul corpo
nudo, un filo di perle al collo. E' questo, senza dubbio,
il pezzo più interessante della collezione, non solo
per la sua bellezza ma anche per la complessità di esecuzione:
alla statua possono essere tolti, in successione, vari
strati di organi fino ad arrivare all'utero gravido.
Va però precisato che normalmente non si può vederla
smontata dal vivo, ma ciò è comunque possibile tramite
computer, servendosi cioè del sistema informativo multimediale
di cui da qualche tempo è fornito il museo. L'ultima
sala è dedicata al celebre ceroplasta siciliano Gaetano
Zumbo, inventore dell'anatomia in cera, universalmente
conosciuto per le macabre scene della peste di gusto
tutto seicentesco. Oggi la Specola è una delle più significative
esposizioni zoologiche esistenti, dotato di preziosissime
collezioni di studio, punto di riferimento fondamentale
per zoologi italiani e stranieri, ricercatori e studenti
universitari. Le sale dedicate alla zoologia sono in
tutto 24: 6 per gli invertebrati, 9 per i mammiferi,
5 per gli uccelli, 2 per rettili e anfibi e 2 per i
pesci. Il museo svolge inoltre attività didattica a
tutti i livelli e si preoccupa di arricchire continuamente
le proprie collezioni. Il museo è stato dotato di moderni
mezzi informatici: da segnalare il multimediale sul
canto degli uccelli collocato nella XVI sala, e il sistema
informativo computerizzato posto all'ingresso del museo,
consultabile anche all'indirizzo http://www.unifi.it/msn,
http://www.specolalive.it
o http://www.specola.unifi.it.
Il museo è aperto tutti i giorni dalle 9.00 alle 12.00
nei feriali, e dalle 9.00 alle 13.00 la domenica. Per
informazioni si può telefonare allo 055 2288251.
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Non a caso portano quasi tutti la
firma di Clemente Susini, il più abile tra i maestri ceraioli del
tempo, la cui non comune sensibilità artistica contribuì a far sì
che l'officina di ceroplastica della Specola divenisse ben presto
un centro apprezzatissimo in tutta Europa. Certo Firenze aveva avuto,
fino alla metà del Seicento, il suo singolare museo delle cere nella
chiesa della SS. Annunziata: figure di cera a grandezza naturale,
rappresentanti tutta l'aristocrazia fiorentina e non, "pendevano a
mo' di lampade dal soffitto, da cui talora cadevan come frutti maturi
minacciando i devoti con la loro ossatura di legno". Erano questi
i cosiddetti "boti" statue di personaggi illustri, rivestite
dei loro abiti consueti, offerte in voto alla madre di Cristo (si
conta che il boto di Lorenzo de' Medici - che i parenti e gli amici
del Magnifico avevano fatto appendere all'altare dell'Annunziata per
essere egli scampato alla Congiura dei Pazzi - cadde nell'attimo stesso
della sua morte).
Ma se le statue dell'Annunziata sono espressione
tangibile della credenza popolare nei voti, le cere della Specola
nascono con finalità quasi esclusivamente didattiche, dall'illusione
del Fontana di sostituire, nello studio dell'anatomia, la riproduzione
in cera all'osservazione diretta del cadavere.
Delle complessive 34 sale della Specola, sono 10 quelle in cui sono
esposti i numerosi pezzi in cera, tutti sistemati per argomento e
corredati da fotocopie a colori dei disegni originali e da testi esplicativi,
a testimonianza dell'intento |
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